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ARTICOLI, INTERVISTE, RECENSIONI La Sicilia EVENTI "Primavera&Pasqua" 2003 La forza delle donne di Gianni Nicola Caracoglia In "Far lunari", Cecilia Pitino, con la collaborazione dei Dounia, mette la world music al servizio delle emozioni «Smetti di credere in ciò che vedi e comincia a credere in ciò che sogni». Così Dario Fo che in quanto a sogni ne ha realizzati tanti, non ultimo quello di vincere un Nobel per la Letteratura grazie ad una lingua non ufficiale, qual è il gramelot. Sogni e luna sono stati sempre un binomio indiscusso e su questo filo immaginario che lega due mondi immensamente lontani ma non di meno reali, viaggia la musica di Cecilia Pitino: il suo "Far Lunari" (disco uscito a marzo in edicola con "World music" e da adesso anche nei negozi), attraversa la storia di un sentimento tutto siciliano per proiettarlo nell'ideale alcova del grande Mediterraneo che abbraccia mondo latino e islamico. Non un caso, quindi, la collaborazione con i Dounia, il gruppo siculo-palestinese, tra i maggiori esponenti della world music "made in Sicily", che ha scritto le musiche. Altrettanto voluta, la collaborazione con lo scrittore catanese Sal Costa per i testi che la versatile Cecilia ha adattato nel suo più tondo e morbido accento modicano. "Far lunari" è anche un esperimento imprenditoriale per Cecilia Pitino in quanto sancisce l"esordio della MM&B, management ed etichetta che vede in stretta simbiosi la stessa Pitino e Maria Margarone. Un duo tutto al femminile che dimostra come la forza al femminile non ha bisogno di violenza per esprimersi, a maggior ragione quando la forza è appannaggio di un'artista le cui armi della comunicazione sono quelle dell'istinto e della passione. E la forza non manca a Cecilia Pitino, cantante e danzatrice, di professione siciliana "verace". «La forza al femminile è una forza che dorme e che bisogna risvegliare - commenta l'artista modicana -. Come" Attraverso sentimenti e sonorità tra essi collegati, sentimenti nei confronti dei figli, dell'uomo che ci sta accanto, degli amici. In questo mi interessa sviluppare un rapporto con il mio pubblico». Le storie descritte nelle canzoni cantate da Cecilia Pitino, pur essendo state scritte da persone di sesso maschile, grazie all'interpretazione riescono ad esprimere un modo di sentire le cose che è tutto femminile. «Questo è un disco che unisce il maschile e il femminile. E' una forma insolita di comunicazione. Una delle cose fondamentali per me è che certe vibrazioni, prima di tutti, le devo sentire io, altrimenti non riuscirei a trasmetterle ad altri». Per "Far Lunari" Cecilia Pitino ha studiato un approccio nuovo rispetto al precedente "Spunta 'na rosa" del 1998. In comune c'è l'amore per il fado portoghese che traspare nel modo stesso di usare il siciliano ed i suoi accenti. «Con "Far lunari" ho raggiunto tonalità mai espresse - confessa la Pitino -. Ho dovuto superare barriere mai incontrate prima, e non nascondo che ho avuto anche un po' di paura a farlo». Didascalia [musica senza tempo: c'è passato e presente in "Far Lunari", c"è la tradizione ma anche la necessità di creare una musica contemporanea siciliana d"autore. Dei dieci brani del disco, sette sono originali, tre sono riproposizioni di brani tradizionali, tra le quali spicca una minimale "Mi votu e mi rivotu". Cecilia Pitino, per l"occasione accompagnata dal vivo dai Dounia, suonerà a Catania il 24 aprile presso Scenario Pub.bli.co, momento conclusivo della rassegna Meltin" Folk. www.freakout-online.com di Massimiliano Zambetta Cecilia Pitino - Far Lunari (MM&b) Un ottimo motivo per andare a comprare prima possibile il numero 59 della rivista World Music è la presenza in allegato del disco di Cecilia Pitino. Nonostante Cecilia canti le sue canzoni in siciliano, nonostante siano presenti due pezzi tradizionali, questo lavoro è quanto più lontano si possa immaginare dall"idea di folklore. È un disco autentico, che non prescinde dalla terra che si calpesta, ma sa guardare lontano e comunicare oltre il lingua. Come nei dischi dei Calexico è facile immaginare la sabbia in quella terra di nessuno tra la California e il Messico, in quelli dei Sigur Ros l'aria sulfurea dell'Islanda, in Far Lunari c'è la pietra lavica e la terra spaccata dal sole. Dietro la voce di Cecilia Pitino, ci sono i Dounia (da sentire il loro cd distribuito dal Manifesto) che con una chitarra acustica, le percussioni, il contrabbasso ora pulsante ora suonato con l"archetto e una voce maschile araba in controcanto, disegnano degli arabeschi musicali di grande delicatezza e senso della misura: nessuna nota in più e nessuna in meno. IL TEMPO 16 aprile 03 "Il dialetto di Cecilia Pitino alla Palma" "Intorno alla Sicilia un mare di note" di Fabrizio Finamore Le atmosfere musicali mediterranee ed in particolare le sonorità dalla tradizione siciliana saranno di scena domani (giovedì 17 aprile) sul palco de La Palma a Roma con il concerto di Cecilia Pitino. Artista siciliana da anni impegnata nella riscoperta e nella rielaborazione della tradizioni culturali della sua regione, la Pitino presenterà al pubblico romano il suo originale repertorio fatto di brani in cui le lingue, le sonorità e le tradizioni del mediterraneo si incontrano e si contaminano con i ritmi dei nostri giorni.
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